Centro Medico Specialistico

Otorino-Otorinolaringoiatrico-Foniatrico-Logopedico
Prof.Dott. Michele Mignano Dott.Rossella Dellavalle

MicheleMignano.com
Vocabolario
  Che cos'è la Logopedia?
  La logopedia è una branca della medicina che si occupa della correzione dei disturbi del linguaggio:prevenzione,educazione e rieducazione della voce, del linguaggio scritto e orale e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica .
     
  Che cos'è la otorinolaringoiatria?
  L'otorinolaringoiatria è una branca della medicina che si occupa del trattamento medico e chirurgico delle patologie dell'orecchio, del naso, della gola e delle altre strutture correlate della testa e del collo, tra cui anche il trattamento alle tonsille.
     
  Che cos'è la Psicologia?
  E' la scienza che studia il comportamento degli individui e i loro processi mentali.
     
  Che cos'è la Psicoterapia?
  La psicoterapia è un processo di comunicazione tra il terapeuta ed il paziente, che avvalendosi di tecniche applicative della psicologia, è finalizzato a ridurre la sofferenza psicologica ed emotiva della persona e al raggiungimento di una maggiore conoscenza di sè.
     
  Chi è l'orinolaringoiatra?
  L'otorinolaringoiatra o otorino è colui che studia le malattie dell'orecchio,delnaso e della gola
     
  Chi è la o il logopedista?
  Il logopedista è colui che applica metodi correttivi o riabilitativi per i disturbi del linguaggio
     
  Chi è lo psicoterapeuta?
  Lo psicoterapeuta è colui che avvalendosi di tecniche applicative della psicologia, ha l'obiettivo di curare i disturbi di origine psicologica.
     
MicheleMignano.com
MicheleMignano.com MicheleMignano.com
Balbuzie

Dott.Dafne ZIKOS

Psicologa

La balbuzie è uno dei disturbi della comunicazione che implica involontari prolungamenti delle sillabe, ripetizioni di suoni e sillabe, interruzioni di parole, blocchi nella produzione del linguaggio.

E' un fenomeno molto complesso che può colpire chiunque, esiste fin dai tempi antichi e non ha frontiere.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha proposto la seguente definizione: 'la balbuzie è un disordine del ritmo e della parola, nel quale il paziente sa con precisione ciò che vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di involontari arresti, ripetizioni e/o prolungamenti di un suonì (W.H.O., 1977).

La balbuzie interessa l'1% della popolazione mondiale, c'è da dire però che circa il 5% può dire di aver sofferto di questo disturbo nel corso della sua vita. La differenza tra le due percentuali è dovuta al fatto che esiste un numero elevato di remissione spontanea o di terapia con esito positivo. La scomparsa spontanea si ha su 3 bambini su 4 e avviene a distanza di 12-18 mesi dalla comparsa dei primi sintomi. La frequenza della balbuzie è maggiore nel sesso maschile con un rapporto che varia tra il 3 e il 4 a 1.

Spesso la balbuzie si manifesta nel periodo di massima evoluzione del linguaggio, con il 50% di insorgenze prima dei 4 anni e il 75% prima dei 6 anni, con un'età media dei 5 anni. Può essere inoltre preceduta da un periodo di normale fluenza.

Una classificazione spesso utilizzata in ambito clinico prevede quattro forme di balbuzie:

  • la balbuzie clonica , si manifesta con la ripetizione della prima sillaba o fono, sopratutto all'inizio della produzione verbale o della frase (es. ma-ma-ma-mare);
  • la balbuzie tonica, si manifesta con un blocco della muscolatura pneumo-fono-articolatoria in certi foni o parole, prima d'iniziare e con ripetute interruzioni nel ritmo della frase, in maniera non costante, a periodi e in circostanze particolari (es. m-m-m-are);
  • la forma mista o disartrica, presenta i segni di entrambe; risulta la più difficile da trattare, sopratutto se si aggiungono le sincinesie a livello facciale (es. m-m-m-ma-r-r-re);
  • la forma latente è asintomatica: non presenta segni o sintomi classici della balbuzie, ma solo piccole alterazioni nel parlare, non sempre misurabili e percepibili dall'ascoltatore. Sono invece presenti gli evitamenti, le perifrasi, lo stress.

La balbuzie non è solo un problema di parola, ma è anche un problema di comunicazione e di comportamento.

Dal punto di vista comportamentale, nella persona balbuziente si possono osservare i seguenti aspetti:

  • I balbuzienti tendono ad evitare il contatto visivo con l'interlocutore; spesso per evitare di leggere il disagio negli occhi dell'interlocutore.
  • I balbuzienti hanno spesso una respirazione irregolare e tendono a parlare con una quantità molto ridotta di aria nei polmoni; talvolta parlano inspirando.
  • I balbuzienti (non solo loro), utilizzano nel loro eloquio parole spesso inutili, come ad esempio: 'diciamo chè oppure 'voglio dirè ecc., per superare l'ostacolo di una parola che ritengono difficile da pronunciare.
  • I balbuzienti tendono a reagire allo stress contraendo i muscoli delle corde vocali e questo spiega perchè la disfluenza aumenta sotto effetto dello stress.

Dal punto di vista emozionale, nella persona che balbetta si possono riscontrare i seguenti aspetti:

  • Vergogna : provano spesso vergogna della loro condizione e fanno degli sforzi enormi per mascherare questo loro sentimento.
  • Rabbia e frustrazione : queste emozioni sono legate al loro senso d'incapacità a comunicare adeguatamente con gli altri.
  • Senso di colpa: in quanto non raggiungono i loro obiettivi a causa del loro eloquio disfluente.
  • Autostima ridotta: la balbuzie è spesso associata ad un immagine di sè negativa, ad un senso di inadeguatezza e di incapacità.

MicheleMignano.com
Dove Siamo
 
MicheleMignano.com
MicheleMignano.com
Video
 
 
Logopedia Disturbo Linguaggio Bambini 
   
 
 
 
Otorino Roma Eur 
   
 
 
 
Muta Vocale Correzzione 
   
 
 
MicheleMignano.com


Copyright 2008 @ MicheleMignano.com | Privacy