Centro Medico Specialistico

Otorino-Otorinolaringoiatrico-Foniatrico-Logopedico
Prof.Dott. Michele Mignano Dott.Rossella Dellavalle

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Vocabolario
  Che cos'è la Logopedia?
  La logopedia è una branca della medicina che si occupa della correzione dei disturbi del linguaggio:prevenzione,educazione e rieducazione della voce, del linguaggio scritto e orale e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica .
     
  Che cos'è la otorinolaringoiatria?
  L'otorinolaringoiatria è una branca della medicina che si occupa del trattamento medico e chirurgico delle patologie dell'orecchio, del naso, della gola e delle altre strutture correlate della testa e del collo, tra cui anche il trattamento alle tonsille.
     
  Che cos'è la Psicologia?
  E' la scienza che studia il comportamento degli individui e i loro processi mentali.
     
  Che cos'è la Psicoterapia?
  La psicoterapia è un processo di comunicazione tra il terapeuta ed il paziente, che avvalendosi di tecniche applicative della psicologia, è finalizzato a ridurre la sofferenza psicologica ed emotiva della persona e al raggiungimento di una maggiore conoscenza di sè.
     
  Chi è l'orinolaringoiatra?
  L'otorinolaringoiatra o otorino è colui che studia le malattie dell'orecchio,delnaso e della gola
     
  Chi è la o il logopedista?
  Il logopedista è colui che applica metodi correttivi o riabilitativi per i disturbi del linguaggio
     
  Chi è lo psicoterapeuta?
  Lo psicoterapeuta è colui che avvalendosi di tecniche applicative della psicologia, ha l'obiettivo di curare i disturbi di origine psicologica.
     
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Dalla tradizionalità alle nuove tecniche riabilitative

Dalla tradizionalità alle nuove tecniche riabilitative: i vantaggi della logopedia computerizzata.

Era il 14 settembre 1994, quando il Ministero della Sanità regolamentò, attraverso il decreto legge n.742, la figura e il profilo professionale del logopedista. Da quel momento in poi il logopedista è stato inquadrato come l'operatore sanitario che svolge la propria attività nella prevenzione e nel trattamento riabilitativo delle patologie del linguaggio e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica, in termini di educazione e rieducazione.

Con lo scorrere dei decenni tale profilo professionale è rimasto immutato, ma i campi d'azione e le modalità terapeutiche si sono ampliate ed adeguate alle esigenze dettate dall'evoluzione tecnologica e dalla modernità.

Manuali e protocolli didattici rappresentano la base teorica di una scienza che, in questo caso specifico è per lo più applicata e fortemente legata all'esperienza. Quello che sembra essere accaduto durante questi anni, nonostante il tentativo di adeguarsi all'avanguardia del momento, è che ci si sia fossilizzati su una pratica statica e standardizzata, ferma di qualche gradino più indietro rispetto ai mezzi e agli strumenti attualmente a disposizione.

La creatività, la fantasia e la capacità di adattamento si inseriscono, insieme all'empatia e alla tecnica, tra le caratteristiche indispensabili che fanno del logopedista ā€œun ottimo professionistaā€, ma ciò che rende manifesta ed evidente l'efficacia di una buona terapia sono i risultati ottenuti e la soddisfazione del paziente.

Nell'immaginario collettivo, nonostante siano passati ormai quasi vent'anni da quel decreto, la figura del logopedista non è ancora accreditata nella maniera in cui giustamente dovrebbe.

D'altro canto non è semplice individuare il vero elemento fagliante di tutto il sistema:

•  Risiede forse nell'organizzazione formativa e quindi in ambito universitario?

•  Appartiene alla coscienza individuale del terapista e alla sue capacità intuitive?

•  È da ricercare all'interno delle reti sanitarie pubbliche e/o private?

•  Sarà, forse, comune alle tre ipotesi precedenti?

Dati oggettivi dimostrano come gran parte dei trattamenti, indifferentemente dal tipo di patologia considerata, tendono a perdere di vista l'obiettivo finale del piano programmato, dilatandone in maniera quasi esponenziale la durata e di conseguenza, aumentandone i costi.

Procedendo in questo modo non si ha la possibilità di verificare l'andamento del lavoro, diventa faticoso rintracciare i miglioramenti e confrontarli con la situazione di partenza; sia il paziente che il terapista continuano a sprecare energie le quali, il più delle volte, convergono in punti disparati di piani paralleli, senza ottenere un minimo del risultato desiderato. Così facendo il malcontento si diffonde, ma nessuno si ingegna nella ricerca di una scappatoia, piuttosto si tende a scaricare la colpa sul mancato impegno da parte del paziente, nonché sulla poca professionalità del terapista o, ancor peggio, ci si aggrappa a luoghi comuni e dicerie confusionarie.

Eppure gli strumenti, i mezzi e le idee per creare e reagire a nuovi stimoli non dovrebbero mancare a un logopedista, nel 2013.

I video presenti su questo sito rappresentano solo una parte della casistica trattata dai professionisti del suddetto studio e sono la dimostrazione oggettiva di quanto una terapia svolta secondo obiettivi ben definiti possa portare al raggiungimento completo degli stessi.

I principi di base che vengono osservati non sono mistici né sovrumani, non si tratta nemmeno di novità rivoluzionarie sorprendenti, ma semplicemente del giusto equilibrio tra multidisciplinarità, confronto, individualizzazione e ottimizzazione di tempi, tecniche riabilitative e strumenti computerizzati.

Supponiamo di dover prendere in carico un paziente con una alterazione della voce, l'iter prevedrebbe:

•  Raccolta anamnestica ;

•  Registrazione di un brano di lettura standardizzato , all'interno del quale sono presenti elementi valutativi essenziali per una analisi multi-parametrica della voce.

L'importanza di questo step non si sofferma soltanto sulla possibilità di analizzare le caratteristiche percettive della voce al momento del primo ingresso, bensì si effettueranno ulteriori registrazioni dello stesso, con valore di FOLLW-UP ossia confronto tra lo stato iniziale e l'evolversi dello stato patologico in itinere, fino ad una registrazione ultima, determinante la conclusione del trattamento e la prova evidente ed oggettiva del risultato ottenuto.

Questo passaggio viene omesso in gran parte delle strutture che si occupano di riabilitazione, la presenza di prove oggettive confrontabili è un'arma a doppio taglio che, nonostante da un lato valorizza il lavoro e la competenza del professionista, dall'altro è segno manifesto di un possibile fallimento e siccome il peso della sconfitta ha valore maggiore che un lavoro svolto correttamente, si preferisce bay passare tale momento anche al costo di protrarre a lungo terapie risolvibili in un ciclo regolare.

E' evidente che ci ritroviamo di fronte a uno di quegli elementi faglianti di cui sopra, motivo di screditamento per l'intera categoria.

•  Esami strumentali computerizzati quali:

spettrogramma vocale e esame multidimensionale della voce, eseguiti mediante software pensati per la diagnosi e la rieducazione di patologie del linguaggio, mediante strumenti di feedback audio-visivi (tra i migliori diffusi e utilizzati in Italia c'è il Sona Speech II 3650 ).

Ciò che fa la differenza nell'uso di determinati software è la capacità di personalizzarne l'utilità in base al paziente e alle sue esigenze. Certamente esistono un manuale e un protocollo che indicano per filo e per segno tutti i passi da percorrere, ma l'abilità del terapista sta proprio nell'effettuare una task analysis individuale evitando di agire per tutti allo stesso modo.

Inoltre è fondamentale informare continuamente il paziente attraverso il counseling, renderlo consapevole della sua situazione senza tralasciare alcun passaggio, fino al termine della terapia.

Talvolta, quando si è incerti dell'esito riscontrato, è opportuno richiedere un approfondimento foniatrico che ci permetta di chiarire il quadro diagnostico.

Mediante la laringostroboscopia, esame di vecchia adozione ma ormai tralasciato dalla maggior parte degli specialisti, è possibile studiare dettagliatamente ogni istante del ciclo vibratorio cordale e individuare il deficit con una bassissima probabilità di errore. Anche in questo caso la differenza la fa la modalità d'uso di tale strumento, non è funzionale conservare l'immagine delle CCVV nell'album fotografico del nostro corpo, lo è invece interpretarla per la diagnosi e la costruzione del piano terapeutico, effettuando successivi follow up.


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