Centro Medico Specialistico

Otorino-Otorinolaringoiatrico-Foniatrico-Logopedico
Prof.Dott. Michele Mignano Dott.Rossella Dellavalle

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Vocabolario
  Che cos'è la Logopedia?
  La logopedia è una branca della medicina che si occupa della correzione dei disturbi del linguaggio:prevenzione,educazione e rieducazione della voce, del linguaggio scritto e orale e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica .
     
  Che cos'è la otorinolaringoiatria?
  L'otorinolaringoiatria è una branca della medicina che si occupa del trattamento medico e chirurgico delle patologie dell'orecchio, del naso, della gola e delle altre strutture correlate della testa e del collo, tra cui anche il trattamento alle tonsille.
     
  Che cos'è la Psicologia?
  E' la scienza che studia il comportamento degli individui e i loro processi mentali.
     
  Che cos'è la Psicoterapia?
  La psicoterapia è un processo di comunicazione tra il terapeuta ed il paziente, che avvalendosi di tecniche applicative della psicologia, è finalizzato a ridurre la sofferenza psicologica ed emotiva della persona e al raggiungimento di una maggiore conoscenza di sè.
     
  Chi è l'orinolaringoiatra?
  L'otorinolaringoiatra o otorino è colui che studia le malattie dell'orecchio,delnaso e della gola
     
  Chi è la o il logopedista?
  Il logopedista è colui che applica metodi correttivi o riabilitativi per i disturbi del linguaggio
     
  Chi è lo psicoterapeuta?
  Lo psicoterapeuta è colui che avvalendosi di tecniche applicative della psicologia, ha l'obiettivo di curare i disturbi di origine psicologica.
     
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Disturbi del linguaggio infantile : logopedia pediatrica

Dr Francesca Corrado Logopedista

L'acquisizione del linguaggio del bambino dovrebbe percorrere una serie di tappe evolutive fisiologiche perlopiù comuni per fasce d'età ben definite, a partire dai primi vocalizzi, passando per la lallazione, fino ad arrivare ad una produzione verbale che rassomigli a quella adulta.
I ranges entro i quali ogni tappa dovrebbe collocarsi possono per├▓ subire delle variazioni dovute a fattori di natura organica e non.
Nel primo caso si tratterebbe di sindromi congenite, otiti ricorrenti, lesioni celebrali; allo stesso modo deprivazioni socio-culturali o affettive, abitudini viziate e modelli di riferimento scorretti potrebbero portare il bambino ad una espressione scarsamente intellegibile.
La competenza comunicativa risulterà dunque alterata in termini di forma (fonetica, fonologia, morfologia, (sintassi), funzione (pragmatica, narrativa, dialogica, relazionale) e contenuto (lessico, semantica).
In base all'area interessata si potrà distinguere ed inquadrare il tipo di lavoro da svolgere durante il trattamento, procedendo quindi attraverso un approccio valutativo diagnostico mirato, efficiente ed efficace.
Attualmente la presa in carico di tale disturbo avviene più precocemente rispetto a qualche tempo fa, la sensibilità del care giver, sia esso genitore o insegnante, si è andata via via affinando, al punto da sottoporre il bambino a valutazione logopedica già intorno all'età dei due anni e mezzo tre.
Spesso per├▓, nonostante la tempestiva individuazione dell'anomalia, i tempi di recupero risultano essere ampiamente dilatati e le modalità di intervento troppo radicate a protocolli dei quali si tende a perdere di vista la reale utilità.
Un disturbo di linguaggio trascinato per tutto il periodo della scuola dell'infanzia creerà indubbiamente una confusione generalizzata nella sfera degli apprendimenti:
- il bambino non sarà in grado di riconoscere nè transcodificare correttamente il fonema in grafema, per questo motivo subirà rallentamenti nell'esecuzione dei dettati;
- incontrerà difficoltà nella produzione scritta in quanto effettuerà errori ortografici e sintattici;avrà dei limiti nella lettura e, conseguentemente, nella comprensione del testo.
In situazioni del genere il bambino, oltre a subire un calo in ambito scolastico si troverà a dover affrontare un carico emotivo-relazionale direttamente proporzionale al peso del suo insuccesso, l'unione di questi fattori andrà a ledere la sua autostima e ad influenzare la naturalezza degli scambi comunicativi.
La modalità d'intervento maggiormente diffusa per casi di questo tipo prevede un piano di trattamento lungo e duraturo, con incontri plurisettimanali e cicli sterili e ripetitivi che andrebbero avanti per anni.
Adottando un approccio di tipo immediato e individualizzato e ponendo la giusta attenzione nell'osservazione delle dinamiche genitore-bambino, insegnante- bambino è possibile ottenere risultati soddisfacenti con cicli terapeutici brevi ed essenziali, evitando che il disturbo degeneri in ostili complicanze.
Per dimostrare fenomenologicamente quanto detto, inseriamo qui il link di un video, prova oggettiva dell'evoluzione del linguaggio di un paziente trattato dal team del suddetto studio.
http://youtu.be/dj4SrwTwmrc
La differenza tra il momento iniziale e quello finale del trattamento è udibile anche ad un orecchio meno esperto, il bambino in questione è stato preso in carico all'età di quattro anni ed è stato inserito nella scuola primaria senza alcuna difficoltà, completamente al passo con i suoi coetanei e privo di vissuti emotivi penalizzanti.
Grazie all'oggettivazione del lavoro svolto, il divenire del trattamento potrà essere continuamente monitorato, i cambiamenti e miglioramenti registrati e confrontati tra loro con il fine ultimo di azzerare il gap e adeguare le capacità del bambino alla sua età anagrafica.


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