Dott.Michele Mignano
Specialista in Otorinolaringoiatrie e Foniatria
Nell’ambito della comunicazione umana
la voce costituisce l’elemento fondamentale
dell’espressione verbalefonatoria.
Ma cosa si intende con il termine voce
e che cos’è una bella voce? La voce è una
caratteristica della persona e dal suo timbro possiamo
identificare colui che parla o, se si tratta
di un estraneo, indovinare la sua età, cultura,
regione di provenienza, stato emotivo.
La qualità della voce è fondamentale per i
professionisti della parola e ancor più per i cantanti.
Quando un vero professionista della voce,
esperto della tecnica, ci trascina con lui noi viviamo
le sue stesse sensazioni, noi respiriamo
insieme a lui, la nostra laringe funziona senza
contrazioni.
Con il termine voce si indica un prodotto
acustico costituito da un suono complesso provocato
attivamente dalla laringe in presenza di
una corrente respiratoria, normalmente espiratoria.
In altri termini “la voce” costituisce quella
parte del linguaggio articolato realizzata con
la vibrazione delle corde vocali.
La voce è un fenomeno multidimensionale,
un insieme di componente armonica, rumore
ed energia variabile e variamente distribuita
per ogni sua componente. Dal punto di vista
fisico ogni singola componente può essere
72 I quaderni di
scomposta ed analizzata anche numericamente.
Esaminando la voce con gli analizzatori,
ovvero con apparecchi che permettono di
scomporla nei suoi valori di frequenza, si scoprono
caratteristiche molto specifiche.
Il suono
emesso è una vibrazione acustica caratterizzata
da un volume, una forma, e una coloritura.
Il volume viene chiamato intensità e la
forma è determinata dal tono. Il più grave, viene
chiamato frequenza fondamentale e rappresenta
la frequenza inferiore tra quelle contenute
nel suono emesso; è la frequenza di
base di vibrazione delle corde vocali.
La coloritura
infine è legata alla tessitura delle frequenze
sovrapposte, alla presenza e all’intensità
delle armoniche che si vanno formando
nei risuonatori, cioè nelle cavità poste al disopra
della laringe, la principale delle quali è l’orofaringe.
Dalla composizione delle armoniche
risulta l’oggetto sonoro che sarà più o meno
colorito, più o meno brillante, più o meno scuro.
La valutazione del suono, della sua qualità,
dipende quindi dai parametri che abbiamo
appena elencato; un suono di qualità, una
volta eseguita l’analisi, si rivela un suono molto
ricco di coloritura. La valutazione della qualità resta in ogni caso qualcosa di molto soggettivo
e molto individuale, legata alla percezione acustica del risultato finale del fenomeno
sonoro.
Inoltre la voce è un fenomeno
assolutamente individuale, in relazione anche
alla caratteristiche morfologiche degli organi
deputati alla sua produzione, le corde vocali
e le cavità di risonanza (tratto vocale).
Le malattie della voce
La qualità della voce può essere perduta a causa
di malattie di varia natura o, in particolare
nei professionisti della parola e del canto, a
causa dell’usura a cui vanno incontro gli organi
vocali se sottoposti a sforzi eccessivi. Questi
sforzi possono essere causati da un abuso
dell’utilizzo del mezzo fonatorio o, più frequentemente,
da un suo cattivo impiego.
Il sintomo
delle alterazioni dell’apparato vocale è costituito
dalla disfonia, ovvero da un’alterazione
della voce parlata in senso quantitativo e qualitativo
o dall’assenza di voce, definita afonia.
I disturbi della voce cantata vengono denominati
disodie.
Poiché la voce è un fenomeno globale, e
nella sua produzione coinvolge l’individuo totalmente,
possono influire su di essa tutti quei
fenomeni che alterano l’equilibrio psico-fisico
dell’individuo stesso, quali alterazioni dello stato
emotivo, stress, stanchezza, alterazioni del
ritmo sonno-veglia, alterazioni posturali.
Secondo Segre le disfonie vanno classificate
in disfonie da lesioni organiche e disfonie
da alterazioni funzionali.
Nell’ambito delle disfonia da lesioni organiche
ricordiamo le forme infiammatorie acute
e croniche (laringiti acute e croniche), le disfonie
post traumi laringo - cervicali, le disfonie da
alterazioni embrionali (glottide palmata, solco
cordale, ipoplasie cordali congenite), le disfonie
da paralisi laringee (nella miastenia gravis,
nelle lesioni nervose), le disfonie da neoformazioni
laringee benigne (polipi, cisti, papillomi,
etc.) e maligne. Inoltre vanno ricordale le disfonie
di origine ormonale o causate da alterazioni
del sistema nervoso centrale.
Nell’ambito delle disfonie da alterazioni
funzionali ricordiamo: la disfonia cronica
infantile, le difonie psicogene, la disfonie ipocinetiche,
ipercinetiche, la disfonia spastica,
le disfonie professionali, le disfonie sopravvenute
nel corso di disturbi della muta vocale,
etc.
Esistono inoltre le disfonie originate da cause
miste tra le quali ricordiamo i noduli.
La valutazione della qualità della voce.
La valutazione percettiva della qualità vocale è
uno degli argomenti più largamente trattati in
campo foniatrico ed ha dato luogo a studi in
tutto il mondo, non sempre univoci.
Tali approcci valutativi morfologici o percettivo-
soggettivi, sono spesso imprecisi, variabili
da soggetto a soggetto, da esaminatore ad
esaminatore, sulla base delle singole interpretazioni
o dell’esperienza raggiunta nel campo
specifico.
Pertanto appare necessario, nell’ambito
dello studio dell’analisi vocale in campo
clinico, integrare la valutazione percettiva con
analisi oggettive.
 |
Attualmente solo la “voce” è studiata in maniera abbastanza completa, con valutazione integrata percettiva/oggettiva effettuata con l’ausilio della spettrografia vocale digitale associata allo studio multiparametrico MDVP (multi dimentional voice program).
Il programma MDVP produce una rappresentazione grafica di 22 parametri della voce (frequenza fondamentale e sue derivate, energia del rumore e delle armoniche, variazioni di
ampiezza e sue derivate, numerosità dei tratti sordi, etc.). Il grafico radiale, normalizzato con i valori di una base di dati di voci normali, avrà un aspetto regolare e comunque sarà
contenuto all’interno di un cerchio di soglia, mentre valori patologici si porranno all’esterno del cerchio citato.
Tutta la produzione verbale (linguaggio parlato, lettura, etc.) è per lo più valutata quasi esclusivamente in maniera percettiva con tutti i limiti che abbiamo già rappresentato.
Vi è inoltre da segnalare che i metodi di valutazione e i parametri oggettivi presi in esame variano da una clinica all’altra in quanto non esistono a tutt’oggi metodi standard universalmente riconosciuti per la valutazione obiettiva della qualità della voce. |
Dopo aver effettuato una diagnosi della patologia in atto si procede, quando necessario, agli opportuni interventi medico chirurgici e successivamente agli adeguati trattamenti riabilitativi.
I moderni trattamenti riabilitativi dei disturbi della voce prevedono innanzitutto un’osservazione dell’atteggiamento posturale, durante la fase fonatoria, valutazione della respirazione
prevalente a riposo ed in fonazione spontanea, motilità della mandibola e grado di apertura della bocca, presenza di eventuali contratture a carico del collo, uso delle modalità
comunicative non verbali ed inoltre, con l’ausilio della spettrografia vocale, si può effettuare un’analisi percettiva-oggettiva della produzione verbale.
Si può valutare l’andamento temporale (ritmo dell’eloquio o velocità di fonazione, le pause di rifornimento, durata della frase), valori inerenti l’intensità e la frequenza, qualità del timbro laringeo, aspetti relativi alla fono articolazione (mobilità della mandibola, grado di apertura della bocca, mobilità linguali, presenza di rumori, tipo di attacco vocale (dolce, duro, soffiato, etc.), qualità generale
della voce (soffiata, tesa, intubata, pressata, strozzata, etc.).
Pertanto la riabilitazione dei disturbi della
voce comporta un intervento integrato sulla
postura, sulla respirazione (con eventuale correzione
del pattern respiratorio), sulle fono articolazioni
(motilità delle lingua e della mandibola)
e quindi sull’emissione vocale e sulla produzione
verbale.
Attualmente il trattamento riabilitativo dei
disturbi della voce è facilitato da software in grado
di fornire in tempo reale dati relativi a tutti gli
aspetti elettroacustici dell’emissione vocale (presenza
del suono, estensione ed intensità sonora,
presenza di emissione sonora, estensione
altezza tonale, controllo altezza tonale, etc.).
Tali
software permettono inoltre al paziente, guidato
dal terapista, di utilizzare un feed-back visivo
piuttosto che acustico, acquisendo una propiocezione
corporea maggiore a supporto della
propria tecnica vocale.
Nuove tecniche diagnostiche
La tecnica diagnostica tradizionale prevede la
ripetizione di alcune vocali e l’analisi percettiva
e/o oggettiva dei suoni prodotti. Al fine di un
significativo miglioramento sia degli aspetti diagnostici,
sia della valutazione dell’efficacia dei
trattamenti riabilitativi, è necessario procedere
alla standardizzazione dei metodi che consentono
di quantificare l’entità della disfonia e di
valutare in modo obiettivo i risultati conseguiti
con un trattamento riabilitativo.

Un altro elemento da tenere in dovuta considerazione è la misurazione dei parametri
elettroacustici non in condizioni statiche, sui
suoni sostenuti, ma nelle condizioni dinamiche
del parlato spontaneo. Infatti in questa
situazione le vocali si combinano variamente
con le consonanti e sono prodotte con grande
variabilità di volume e di frequenza.
La difficoltà
di condurre correttamente un intervento
riabilitativo è proprio quella di far sì che il
paziente sia in grado di gestire la dinamica
dei volumi e delle frequenze nel loro andamento
temporale, soprattutto in situazioni in
cui sia emotivamente coinvolto. È chiaro pertanto
che la voce può subire grosse variazioni
se impegnata in lettura o utilizzata nel parlato
spontaneo e che una riabilitazione ben
riuscita si può considerare tale solo quando
il paziente riesce a gestire bene entrambe le
situazioni.
La ricerca svolta presso numerose cliniche è pertanto diretta allo sviluppo di nuove tecniche
di diagnosi, più strettamente connesse con
l’effettiva meccanica fono-articolatoria e di nuovi
parametri, in grado di caratterizzare in modo
oggettivo le diverse disfonie.